kaptur-guida

Rispetto alla Clio, da cui deriva, la crossover Renault Captur ha la carrozzeria rialzata e una lunghezza leggermente superiore (412 cm contro 406): complice il divano scorrevole (di serie) è anche più abitabile, sebbene dietro si stia meglio in due che in tre. Gli interni hanno un aspetto vivace e adottano soluzioni interessanti, come i sedili con rivestimenti rimovibili e lavabili in lavatrice, ma le plastiche sono rigide e poco rifinite. Promosso anche il baule, adeguato alle esigenze di una piccola famiglia. Abbastanza alta da terra per affrontare qualche sterrato (ma la trazione integrale non è prevista, e con quella anteriore non conviene osare più di tanto), questa francese offre una guida piacevole anche fra le curve: è agile, sicura e ha uno sterzo preciso (sebbene non molto pronto). D’altra parte, la massa inferiore ai 1200 kg della Renault Captur permette di sfruttare a dovere i 90 CV offerti sia dal 0.9 TCe a benzina (turbocompresso, come lo sono gli altri motori), sia dal 1.5 dCi a gasolio; quest’ultimo è abbinabile anche al cambio robotizzato (in verità non rapidissimo), optional incluso nel prezzo qualora si opti per la briosa 1.2 TCe EDC a benzina da 120 CV. L’allestimento base Wave fa rinunciare anche ai cerchi in lega, mentre la ricca Energy offre di serie quelli di 17 pollici, oltre al climatizzatore automatico al posto di quello manuale e al sistema multimediale R-Link con navigatore SmartNav (permette di utilizzare applicazioni scaricabili dal web). Interessante il ricco allestimento Project Runaway, con un più ricercato look da suv.